La biomassa vegetale è una delle più antiche fonti di energia utilizzate dall'uomo e comprende ogni sostanza organica derivante direttamente dalla fotosintesi clorofilliana.
Mediante la fotosintesi le piante assorbono dall'ambiente anidride carbonica (CO2), restituendo ossigeno (O2). Inoltre fissano una quantità di carbonio pari a 70 miliardi di tonnellate di petrolio all'anno, circa 10 volte il fabbisogno energetico mondiale.
La Biomassa viene coltivata appositamente o ricavata sottoforma di residuo forestale, di coltivazioni agricole, di processi agroalimentari o dell’industria del legno. Il Decreto Legislativo 152/06, testo unico di riferimento per l’energia da biomasse, elenca i combustibili di cui è consentito l’utilizzo negli impianti a Biomassa, definendo come tale:
- Materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate;
- Materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole non dedicate;
- Materiale vegetale prodotto da interventi selvicolturali, da manutenzione forestale e da potatura;
- Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti;
- Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli.
La biomassa vegetale è:
- abbondante ed economica: gli scarti agricoli che non vengono impiegati come foraggio per gli animali o come compost possono essere usati per produrre energia;
- facile da convertire in energia: brucia o fermenta!
- rinnovabile: si rigenera secondo cicli biologici naturali;
- riciclabile: lo scarto da sfruttamento energetico è un fertilizzante.
La biomassa, inoltre:
- preserva dall’effetto serra: la sua combustione ha un impatto ambientale neutro, perché restituisce all’atmosfera la stessa quantità di CO2 assorbita dalle piante durante la fotosintesi;
- ha basso tenore di zolfo: per questo non contribuisce alle piogge acide
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